Omeopatia vs attacchi di panico

omeopatia (© puckillustrations - Fotolia)

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Chi è già stato vittima almeno una volta nella vita di un attacco di panico conosce bene il senso di impotenza e di paura che suscita. Sudorazione, improvviso senso di vertigini e confusione mentale, paura di perdere il controllo, nausea, disfunzioni addominali, battito irregolare, peso sul petto sono solo alcuni dei sintomi di un attacco di panico che può scatenarsi per svariati motivi. L’omeopatia può rivelarsi molto utile nel trattamento di questo particolare reazione d’ansia e si basa sempre sull’attenta analisi fatta da un professionista che capirà la gravità del disturbo, sulla base di vari fattori.

A seconda dei disturbi prevalenti si ricorrerà all’Ignatia, che aiuta in caso di tachicardia e respiro corto, all’Argentum Nitricum se il paziente teme di impazzire o perdere completamente il controllo, la Nux Vomica è invece adatta quando ai sintomi tipici dell’attacco di panico si aggiungono anche disturbi gastrointestinali. Bisogna infatti tenere conto non solo dei sintomi dell’attacco, variabili per intensità e frequenza da soggetto a soggetto, ma anche della storia personale di ciascuno, delle proprie condizioni fisiche, del suo passato e della situazione attuale che sta vivendo. Solo in questa maniera l’omeopata potrà intervenire alla base, aiutando la persona a vincere i propri ostacoli interiori e riscoprisi viva.

Aiutano a riequilibrare gli stati d’animo i fiori di Bach, 38 specie di fiori con azione rilassante, da somministrare a seconda del disturbo più frequente. L’agrimony ad esempio aiuta a superare le tensioni emotive, l’aspen viene impiegato per combattere l’angoscia e il rock rose aiuta a superare la paure a il panico. Il principio base dell’omeopatia infatti si basa sulla totalità della condizione di salute del paziente, non agendo solo sui sintomi.

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