Brutte notizie per Uliveto e Rocchetta

Stop (© kotoyamagami - Fotolia)

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Uliveto e Rocchetta “acque della salute”, come da anni i loro spot su tutti i principali media ripetevano con orgoglio e convinzione? Secondo il comitato di controllo del Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria la salute qui non c’entra proprio nulla, e pertanto la sentenza è severa: pubblicità ingannevole. Dalle pubblicità dovrà dunque essere rimossa la frase incriminata.

Entrambe le acque naturali parlavano di sé nella comunicazione pubblicitaria vantando presunte qualità terapeutiche, una nell’aiutare la digestione, l’altra nello stimolare la diuresi perché… Fa fare tanta “plin plin”. Per di più i messaggi commerciali facevano riferimento alla Federazione italiana Medici di Famiglia, un’associazione che, lungi dall’avere una qualche autorità dal punto di vista scientifico, è piuttosto un organizzazione sindacale dei suddetti.

A dar luogo alla procedura del Giurì è stato un ricorso del Fatto Alimentare, una rivista online e cartacea specializzata in approfondimenti sui prodotti alimentari: prezzi, caratteristiche, sicurezza. Tuttavia Uliveto e Rocchetta non sono nuove a questo tipo di procedimento. Nel 2004 il medesimo slogan entrò nel mirino del comitato, che costrinse la Co.Ge.Di, società che possiede i marchi Uliveto e Rocchetta, a togliere il “le” dalla frase “le acque della salute”. Questa volta la censura è stata calata come una scure sull’intero slogan.

Una vittoria parziale quella del Fatto Alimentare, in quanto finora il Giurì ha bloccato soltanto la pubblicità sulla stampa, e non quella televisiva e radiofonica, in cui si dice che “oltre 100 studi” confermerebbero le qualità salutari delle acque. Ed in effetti, se si va sul sito si trovano molti documenti in .pdf liberamente scaricabili volti a confermare quanto propagandato dalla Co.Ge.Di.. Se veramente fosse un messaggio ingannevole, una semplice sospensione degli spot o una sanzione economica non bastano come deterrente alla presa in giro dei consumatori.

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