Il concetto di sviluppo sostenibile

Si fa presto a dire sviluppo sostenibile. Gli obiettivi da raggiungere sembrano chiari: sradicare la povertà, assicurando che vi sia cibo sufficiente e una qualità della vita accettabile per tutta la popolazione del pianeta – 9 miliardi entro il 2050, secondo le stime – e allo stesso tempo proteggere biodiversità e salute dell’ambiente. È chiaro come ottenere entrambi rappresenti una sfida ai limiti del possibile. Ma allora che cosa vuol dire promuovere lo sviluppo sostenibile?

Sviluppo e ambiente (© radoma - Fotolia)

Se guardiamo indietro agli ultimi tre decenni, si è dato a questo concetto il significato di uno sviluppo capace di dare una risposta ai bisogni di oggi, senza compromettere la realizzazione di quelli che verranno un domani. Sono stati identificati tre pilastri di questa visione: economia, società e ambiente, tutti ugualmente importanti.

Questa interpretazione della sostenibilità si è però dimostrata… Poco sostenibile. L’uomo ha ormai da tempo profondamente alterato gli ecosistemi in cui vive, e i cambiamenti climatici proseguono, nonostante i palliativi delle misure mirate a contenerli: continua lo scioglimento delle calotte artiche, le ondate di caldo anomale si susseguono in Australia e nel Sud-est asiatico, Cina e Giappone affrontano inondazioni senza precedenti, e così via.

I tre pilastri andrebbero ridiscussi mettendo l’economia al servizio degli altri due: solo un pianeta sano può soddisfare le necessità degli esseri umani di oggi e del futuro. Gli obiettivi generali restano il miglioramento della qualità della vita, la sicurezza alimentare, la sostenibilità idrica, l’energia pulita, ecosistemi sani e un governo che prenda buone decisioni in questa direzione. Sulla base di questi temi, vanno prese poi le decisioni concrete. E sono decisioni che ci riguardano tutti, nessuno escluso.

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