Lotta al fumo

lotta al fumo (© ProMotion - Fotolia)

I fumatori all’epoca insorsero, terrorizzati dall’idea di non poter più tirare fuori le loro amate bionde in ristoranti e locali. Era il 2003 e il 16 gennaio il Parlamento approvò il decreto, noto come Legge Sirchia che di fatto sanciva il divieto di fumo nei luoghi pubblici. La sua entrata in vigore risale a due anni dopo e da allora il comune sentire e le abitudini di milioni di italiani sono drasticamente cambiati. Un cambiamento che ha portato gli irriducibili fumatori a rintanarsi nelle zone a loro dedicate nei locali o nel peggiore dei casi fuori dalla porta.

Quella legge intanto contribuì a far scendere del 6,3% il numero di fumatori e per combattere il fumo tra i minorenni è stato introdotto l’uso della tessera sanitaria europea con il codice fiscale nei distributori automatici. Un impegno quello contro il fumo che l’Unione Europea vuole perseguire con fermezza, a cominciare dai nuovi provvedimenti che dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2015. Addio alle sigarette “slim”, quelle cioè sottili, addio alle sigarette aromatizzate alla vaniglia o alla menta che hanno lo svantaggio di rendere più attraente la bionda, avvicinando un pubblico sempre più vasto al brutto vizio. Specialmente i più giovani sono quelli che vanno tutelati e ai quali sono indirizzate queste campagne. Il 70% dei fumatori infatti inizia a fumare prima dei 18 anni.

Si tende cioè a limitare tutte quelle strategie puramente commerciali, quali aromi o pacchetti alla moda, che possono invogliare all’acquisto e mettere in commercio le sigarette solo per quello che sono, ovvero un pericoloso attentato alla salute. Ecco che alcuni Paesi, quali la Francia e l’Irlanda, hanno già optato per la scelta di pacchetti recanti immagini choc.

, , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un Commento